Verso la fine degli anni Venti il Podestà Giacomo Staricco decise che le piene del Battorezza avevano fatto già troppi danni: si stabilì di scavare nell’alveo del torrente, allargando le fratture in cui l’acqua a volte sembrava infiltrarsi, sperando di intercettare una condotta sotterranea che servisse da sfogo alle troppo rovinose alluvioni.
Fu scavato un pozzo profondo una decina di metri, ma ci si dovette fermare perché i soldi a disposizione erano finiti.

